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Le tipologie di intervento previste dalla legge rientrano in quattro categorie:

1. cooperazione allo sviluppo, sotto la responsabilità del Ministero degli Affari Esteri. 
Per tale categoria le priorità individuate sono:
a) formazione,
b) assistenza tecnica,
c) altri settori (assistenza al rientro dei profughi, cooperazione universitaria, ecc.)
d) sicurezza.

2. promozione ed assistenza alle imprese, di competenza del Ministero per le Attività Produttive con le    
seguenti priorità individuate:
a) informazione e comunicazione,
b) assistenza tecnica,
c) formazione, 
d) partecipazioni societarie e finanziamenti agevolati,
e) sostegno per lo sviluppo delle piccole e medie imprese.

3. cooperazione decentrata, affidata a Regioni ed Enti locali con i seguenti settori prioritari indicati:
a) formazione (per funzionari ed amministratori anche a sostegno di una razionale politica di gestione
dei   flussi migratori);
b) assistenza tecnica per il rafforzamento delle istituzioni locali,  il sostegno alle PMI la
promozione dell’agricoltura sostenibile;
c) altri importanti campi d’azione: sostegno allo sviluppo dei sistemi a rete relativi ai servizi ed alle
strutture di pubblica utilità nell’ambito delle costituende Public Private Parternship (PPP); promozione 
di programmi in ambito sanitario e sociale, con particolare riferimento alla tutela dei minori e delle 
donne; tutela e promozione ambientale; promozione della cooperazione interetnica e dei programmi
interculturali.

4. interventi di interesse strategico nazionale relativi  alla realizzazione di infrastrutture.


Dal punto di vista organizzativo la legge 84 prevede l’istituzione di due organi di indirizzo: 

a) il Comitato dei Ministri il cui ruolo è quello di definire gli indirizzi strategici e le priorità per aree geografiche e settoriali degli interventi oltre che la ripartizione delle disponibilità finanziarie;
b) l’Unità Tecnico Operativa (UTOB) coordinata da un rappresentante speciale per le iniziative di ricostruzione dell’area balcanica e composta da esperti che assiste il Comitato dei Ministri e propone gli indirizzi strategici.

Gli indirizzi strategici  della legge, così come emergono dalla delibera del Comitato dei Ministri del Luglio 2002 investono principalmente nel rafforzamento delle istituzioni e della sicurezza, nel sostegno alla realizzazione delle riforme giuridiche, amministrative ed economiche, nel sostegno alle attività delle imprese e degli investimenti, nel sostegno alla cooperazione decentrata.