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Per "Cooperazione Decentrata" si intende l’azione di cooperazione realizzata dalle Regioni e dagli Enti locali nell’ambito di relazioni di partenariato territoriale con istituzioni locali dei paesi con i quali si coopera. Tali azioni sono finalizzate a stabilire e consolidare lo sviluppo reciproco equo e sostenibile attraverso la partecipazione attiva degli attori pubblici e privati nei rispettivi territori. La Cooperazione Decentrata, in particolare, ha sviluppato competenze specifiche nei seguenti settori: governance democratica, sviluppo economico locale e tra i territori, welfare locale, sviluppo sostenibile, conflitti e calamità, migrazioni e sviluppo, cooperazione triangolare, transfrontaliera e sud-sud.

Il quadro normativo di riferimento comprende, a livello nazionale, le attività di Cooperazione Internazionale con i Paesi in via di Sviluppo, disciplinato dalla legge quadro 11.08.2014, n.125, promosse e coordinate a livello statale dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale – MAECI. Altri riferimenti normativi comprendono le Leggi: 49/87, 68/93, 267/00, la Riforma del Titolo V della Costituzione e la Legge 131/03, e a livello regionale quelle leggi di cooperazione di cui la maggior parte delle Regioni si è dotata. Il principio base della normativa vigente è quello secondo il quale la Cooperazione allo Sviluppo è parte integrante della politica estera dell’Italia – art.1 comma 1, Legge 49/87.

Il processo di rinnovamento del Sistema italiano della Cooperazione allo Sviluppo s’inserisce nel quadro costruito dall’intera Comunità internazionale, in particolare in ambito Unione Europea e OCSE/DAC, e intende valorizzare la Cooperazione Decentrata in un meccanismo armonico e allineato con le politiche di sviluppo dei Paesi partner, secondo i principi di efficacia e di coerenza dell’aiuto.

Gli attori della Cooperazione Decentrata sono:
- Regioni ed Enti locali, protagoniste e responsabili delle azioni, che agiscono in concorso proattivo con gli attori locali ed economici, pubblici e privati, no profit e profit, dei rispettivi territori;
- Organizzazioni non governative (ONG), Università e Centri di Ricerca e Formazione, associazioni professionali e di volontariato, cooperative, piccole e medie imprese (PMI), imprese sociali e culturali, parchi e agenzie per l’ambiente, servizi pubblici, organizzazioni sindacali, enti strumentali, associazioni di migranti, professionisti del territorio, del nord e del sud, e le emanazioni senza di fini di lucro di enti for profit: essi sono i partecipanti attivi – nell’ambito del partenariato – alla programmazione, realizzazione, valutazione partecipativa delle azioni realizzate;
- La DGCS, che stabilisce i quadri di riferimento politici e le priorità geografiche e tematiche dei Programmi ex-legge 49/87 che co-finanzia le fasi di programmazione, istruttoria, realizzazione, valutazione.

La Regione Puglia, nel corso degli anni, è stata parte attiva delle seguenti iniziative:
- Accordo di Programma Quadro (APQ) Mediterraneo
- Accordo di Programma Quadro (APQ) Balcani
- Legge 21 marzo 2001, n. 84 - "Disposizioni per la partecipazione italiana alla stabilizzazione, alla ricostruzione e allo sviluppo di Paesi dell'area balcanica"
- Supporto in favore delle politiche minorili in Albania
- Programma FOSEL (Formazione per lo Sviluppo Economico Locale)