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Con il XXV Consiglio Ministeriale di Milano, si è simbolicamente conclusa la Presidenza italiana dell’OSCE - Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. La riunione dei 57 Ministri degli Esteri degli Stati Partecipanti, tenutasi nei giorni scorsi a Milano, ha fornito un’ulteriore occasione per valorizzare il ruolo dell’Organizzazione come piattaforma di dialogo e cooperazione regionale del tutto unica che riunisce gli Stati Uniti, la Russia nonché tutti gli altri Paesi che coprono la vasta area geografica che va da Vancouver a Vladivostok.

L’OSCE è infatti la più grande organizzazione regionale per la sicurezza al mondo. Il suo scopo è perseguire la sicurezza attraverso la cooperazione tra gli Stati Partecipanti, per affrontare le sfide globali e la gestione delle crisi.

Oltre alla problematica delle relazioni est-ovest, che costituisce il cuore dell’attività dell’Organizzazione alla luce delle tensioni tuttora persistenti sul continente europeo, durante l’anno la Presidenza italiana ha messo al centro del proprio programma la dimensione mediterranea della sicurezza e il rafforzamento del ruolo dell’OSCE per contribuire ad affrontare il fenomeno delle migrazioni.

In linea con le priorità annunciate, è stata adottata all’unanimità una dichiarazione sulla sicurezza nel Mediterraneo che rappresenta un indubbio successo per la Presidenza italiana. L’Italia ha inoltre mantenuto alta l’attenzione sui focolai di tensione in Europa, inclusa la crisi ucraina e il conflitto nel Donbass, i conflitti protratti in Nagorno-Karabakh e in Georgia, il processo di regolazione del conflitto in Transnistria.

Sempre su iniziativa della Presidenza italiana, il Consiglio ha approvato un’importante dichiarazione sulla Transnistria, alla luce dei progressi conseguiti con l’adozione del Protocollo di Roma nel maggio scorso.

Il Consiglio Ministeriale di Milano ha fornito anche l’occasione per una dichiarazione congiunta di Armenia e Azerbaigian in vista di una possibile soluzione del conflitto in Nagorno-Karabakh, a testimonianza dell’importanza dell’OSCE come foro di dialogo.

Per quanto riguarda la crisi ucraina, anche alla luce dei recenti sviluppi nel Mare di Azov, l’Italia si è adoperata per contribuire all’allentamento delle tensioni per evitare ulteriori rischi di destabilizzazione, reiterando la necessità di giungere a una soluzione pacifica della crisi nel quadro dei principi sanciti dall’Organizzazione.

La Presidenza italiana è stata ispirata dall’obiettivo di promuovere il dialogo inclusivo tra gli Stati Partecipanti sulla base del concetto di sicurezza onnicomprensiva dell’OSCE nelle sue tre articolazioni: dimensione politico-militare, economico-ambientale e dei diritti umani.

In tale contesto, sotto l’impulso della Presidenza italiana il Consiglio ha approvato un pacchetto di tredici tra Decisioni e Dichiarazioni, numero che ha superato i risultati ottenuti negli ultimi anni, confermando così l’obiettivo di rilanciare il ruolo dell’Organizzazione.

I Ministri riuniti a Milano hanno altresì approvato la dichiarazione presentata da parte italiana sulla collaborazione per affrontare le implicazioni della trasformazione digitale anche sotto il profilo sociale e dell’occupazione. Altrettanto impegno è stato profuso dalla Presidenza italiana nel campo dei diritti umani. Dopo quattro anni di assenza di decisioni in questo ambito, sono state adottate all’unanimità due importanti deliberazioni sul contrasto alla violenza sulle donne e sulla protezione dei giornalisti.

Fra le Decisioni adottate, si sottolinea l’assegnazione all’Albania della Presidenza OSCE 2020, risultato per il quale l’Italia si è fortemente impegnata. Dal 1° gennaio 2019 la Presidenza annuale dell’OSCE passerà alla Slovacchia e l’Italia rimarrà nella Troika dell’Organizzazione, assumendo la Presidenza del Gruppo di Contatto con i Paesi partner asiatici dell’Organizzazione.