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Il 1 luglio 2017 l'Estonia ha assunto la Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea. È la prima volta da quando il paese è entrato nell'UE nel 2004 ed è il primo paese del trio composto da Estonia, Bulgaria e Austria. All'insegna del motto "Unity through balance" (Unità nell'equilibrio), la presidenza estone focalizzerà l'attenzione su quattro aree prioritarie.

1. Lavorare per un'economia aperta e innovativa, in grado di affrontare la competitività, sostenendo l'imprenditoria, semplificando le regole, riducendo gli eccessi burocratici e rafforzando il mercato unico e la ricerca scientifica nel settore dell'innovazione e delle nuove tecnologie.

2. Migliorare la sicurezza e la protezione dell'Europa, attraverso più collaborazione transfrontaliera, più sorveglianza sui confini esterni e cercando di contribuire alla pace e alla stabilità oltre i confini dell'UE.

3. Favorire la digitalizzazione dell'Europa, in particolare nel settore del libero movimento dei dati, perché "connessioni internet veloci, di alta qualità e disponibili sono un prerequisito di un'economia intelligente".

4. Puntare a un'Europa che diventi "campione di inclusività e sostenibilità", quindi pari opportunità per tutti i suoi cittadini e lavoratori, migliore equilibrio tra vita familiare e lavorativa, maggiori possibilità per i giovani, attuazione dell'economia verde e dell'accordo sui cambiamenti climatici.

"Vogliamo guidare l'Europa attraverso decisioni che portino miglioramenti tangibili alla vita delle persone", ha dichiarato il primo ministro Juri Ratas nel dibattito che ha portato il governo estone ad approvare il programma della sua presidenza del Consiglio dell'UE, qualche giorno prima l'inizio del semestre. Un semestre che sarà comunque contrassegnato dai negoziati della Brexit, dal dibattito sul futuro del bilancio UE e dalla ricerca di una soluzione sul fronte delle migrazioni, tema quest'ultimo certamente sul tavolo della riunione informale dei ministri degli Interni il 6 luglio, primo appuntamento politico della nuova presidenza.

Approfondimenti: Sito ufficiale della presidenza estone.