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Sottoscritta a Roma la Carta italiana per l'economia circolare, promossa dall'ENEA, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico. L'obiettivo è ambizioso: connettere le amministrazioni, la società civile, le imprese, la ricerca, impegnate in progetti e iniziative sull'economia circolare, in modo da favorire sinergie e far conoscere a livello nazionale ed europeo le buone pratiche italiane. E la Regione Puglia è tra i primi firmatari del documento, che è un manifesto in cui sono definiti i temi inerenti l'economia circolare di comune interesse.

ENEA, unico membro italiano e rappresentante del mondo della ricerca nel gruppo di coordinamento della piattaforma europea per l'economia circolare, ha promosso la realizzazione dell'analoga piattaforma italiana web (www.icesp.it), per facilitare lo scambio di informazioni e le buone pratiche e offrire una rappresentazione unitaria del modo italiano di fare economia circolare.

L'economia circolare attraversa diversi settori economici e affronta problematiche tra cui la transizione verso le energie rinnovabili, la gestione del ciclo dei rifiuti, la lotta allo spreco alimentare, l'utilizzo delle risorse naturali.

"Negli ultimi anni la Puglia si è dotata di norme e strumenti che ci consentono oggi di affrontare tali questioni e le criticità ad esse legate in maniera sistemica, considerando ognuna di loro come parte integrante di una politica di sviluppo moderna e sostenibile - commenta il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano - Essere la prima Regione italiana ad aver colto l'utilità di questo network conferma l'interesse ambientale della nostra amministrazione che con la decarbonizzazione ha lanciato un tema di straordinaria importanza internazionale".

"Per queste ragioni - prosegue il presidente - far parte del network per l'economia circolare ci consentirà da un lato di far conoscere le buone pratiche che stiamo contribuendo a sviluppare in Puglia; dall'altro, a intercettare e partecipare alle più recenti e promettenti iniziative su scala europea, potenziando il trasferimento tecnologico, la nascita di nuove imprese, la diffusione di approcci culturali e stili di consumo diversificati".